Credo che tutti coloro che vogliono influenzare positivamente un gruppo in modo etico e responsabile dovrebbero poter apprendere come farlo; e vedersi riconosciuto il merito di ciò che realizzano.
È per fare ciò che ho scelto di aiutare i manager visionari a lasciare la loro impronta indelebile nel team, guidando cambiamenti di mentalità e abitudini, e a generare un'impronta visibile ed evidente nel loro sistema professionale, guadagnando prestigio.
Il metodo VALORE® che ho elaborato è l'unico che integra Leadership del Cambiamento e Personal Branding Valoriale, per ottenere il massimo da entrambi. Il marchio VALORE® è registrato.

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Home / Leadership del cambiamento  / Cambiamenti individuali vs cambiamenti nelle comunità: differenze e analogie

  La decisione di cambiare: perché e in che modo si “sdoppia” nei cambiamenti di comunità.
  Tappe di un cambiamento: le fasi da attraversare in entrambi i casi.
 In che modo le teorie dell’apprendimento ci spiegano il potere dei cambiamenti di comunità.

Una delle prime cose che ci insegnano sul cambiamento è che non puoi cambiare gli altri ma solo te stesso.

Un concetto con cui forse noi donne abbiamo maggiore familiarità, visto che ci tirano su ripetendoci che “gli uomini non si possono cambiare” (anche se noi ci proviamo lo stesso). Fatto sta che tutti i percorsi di crescita personale ruotano intorno a questo assioma… come del resto i percorsi di psicoterapia.

Generare un cambiamento di comunità è quindi impossibile? In realtà non è così, ma andiamo per ordine.

I cambiamenti individuali

I cambiamenti individuali non sono necessariamente più semplici dei cambiamenti nelle comunità, ma hanno il vantaggio di partire da una scelta personale. Lo svantaggio è che non sempre è facile giungere da soli a tale decisione e men che meno mantenerla nel tempo.

In ogni caso, semplificando (in realtà i passaggi sono di più), gli step di un cambiamento individuale sono:

  • consapevolezza che ci sia qualcosa da cambiare (come questo avviene, richiederebbe un approfondimento a parte)
  • decisione di intraprendere il cambiamento (questa decisione è sempre conseguenza di un coinvolgimento emotivo forte e spesso “negativo”, nel senso che nella maggior parte dei casi ci si convince a cambiare per uscire da una situazione che ci fa male)
  • azioni per mettere in pratica il nuovo comportamento
  • beneficio, ovvero la soddisfazione che si prova per le nuove azioni compiute e i risultati ottenuti (senza un’adeguata soddisfazione, è praticamente impossibile che si sviluppi un’abitudine che manterremo).

Il beneficio rafforza la consapevolezza e rimette in moto tutto il circolo.

I cambiamenti nelle comunità

Sia che si tratti di comunità lavorative o sociali, questo genere di cambiamenti…

  • avviene in modo spontaneo e generalmente senza un preciso obiettivo, oppure
  • parte dalla decisione di un singolo soggetto supportato da un ristretto numero di persone (es. l’Amministratore delegato di un’azienda con il top management o il sindaco di un comune assieme alla sua Giunta).

Anche in questo caso partiremo da una presa di coscienza (consapevolezza) della necessità di cambiare con conseguente decisione di intraprendere un percorso, ma l’azione successiva consisterà con la richiesta di supporto ad un esperto di change management. Qualora non si decidesse di ricorrere a consulenti esterni, si andrebbe comunque a mettere insieme una squadra con cui definire il relativo progetto.

Detto questo, è fondamentale che quella che era inizialmente una scelta “di pochi” venga fatta diventare una scelta “di molti”: in altre parole, della comunità. Sarà quindi necessario lavorare sulla comunicazione, vincere le naturali resistenze che si incontreranno e permettere a ciascuno di trovare la propria forte motivazione. Naturalmente, più il cambiamento risponderà a quelli che sono effettivamente i bisogni e i desideri delle persone da coinvolgere, più semplice sarà l’accoglienza.

Il passaggio da pochi a tanti è spesso un passaggio a cascata che si sviluppa per gradi e che richiede tempo. È evidente che essendo maggiore il numero di attori coinvolti, anche le dinamiche sono più articolate.

Ricapitolando e, anche qui, semplificando, gli step di un cambiamento di comunità sono:

  • consapevolezza da parte dei promotori del cambiamento che ci sia qualcosa da cambiare
  • decisione dei promotori di intraprendere il cambiamento
  • azioni dei promotori: presa di contatto con dei consulenti a cui affidarsi e/o elaborazione del progetto con la propria squadra, oltre ad attività di comunicazione, superamento delle resistenze e motivazione di una prima parte dei membri della comunità e, ovviamente, ad azioni proprie coerenti con il cambiamento
  • consapevolezza da parte dei membri della comunità dell’importanza di aderire al cambiamento 
  • decisione dei membri della comunità di intraprendere il cambiamento
  • azioni dei membri della comunità: da una parte comunicazione, superamento delle resistenze e motivazione di ulteriori membri del gruppo, dall’altra azioni proprie coerenti con il cambiamento.
  • beneficio

Il beneficio genera un meccanismo che si auto-alimenta nel tempo e che la comunità impara a portare avanti in autonomia (o con periodici “innesti”).

Conclusioni

Come abbiamo visto, i cambiamenti individuali e quelli nelle comunità condividono una stessa struttura di base (del resto le comunità sono costituite da individui), a cui nel secondo caso vanno aggiunti alcuni passaggi e alcune considerazioni in virtù del maggior numero di persone in gioco.

Possiamo quindi concludere che, come supposto all’inizio, operare un cambiamento nelle comunità sia più complicato che effettuare un cambiamento individuale?

In realtà da sempre l’essere umano apprende attraverso l’imitazione e l’esempio, quindi un cambiamento che tutti operano insieme (o almeno che si impegnano per operare) genera un potere trainante molto più intenso rispetto ad un cambiamento individuale. Non a caso per i cambiamenti individuali più delicati esistono i gruppi di auto-mutuo aiuto, come quelli degli alcolisti anonimi.

Quando un cambiamento di comunità è gestito nel modo più proficuo, è più facile superare eventuali scivoloni senza abbattersi, mantenere la motivazione e vivere il processo con meno fatica e più divertimento.

 

In sintesi:

  I cambiamenti di comunità coinvolgono più soggetti e comprendono più passaggi rispetto ai cambiamenti individuali, pertanto sono più articolati ma non necessariamente più difficili da realizzare.

  Nei cambiamenti di comunità la decisione di avviare il processo deve trasformarsi da “scelta di pochi” (i promotori del percorso) a “scelta di molti” (tutta la comunità coinvolta) lavorando sulla comunicazione, il superamento delle resistenze e la motivazione.

  Il propagarsi del cambiamento ad un numero sempre maggiore di persone è un processo che si sviluppa nel tempo con modalità “a cascata”.

  L’essere umano apprende attraverso l’esempio e l’imitazione. Questo dà ai percorsi di comunità un potere trainante notevole.

 

Nel libro “Guidare un cambiamento di VALORE® in azienda: la skill dei manager visionari” illustro il mio metodo per allineare i team ad una cultura condivisa, orientando il loro modo di agire.

Ideatrice del metodo VALORE® e autrice del libro “Guidare un cambiamento di VALORE® in azienda”