Cultura = comportamenti
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Perché non si può parlare di comportamenti senza parlare di cultura. La cultura come mappa di orientamento. Linee-guida generali e comportamenti specifici: nel mezzo c’è l’individualità delle persone. |
Quando ho scelto di definire il metodo VALORE® per aiutare imprenditori e manager visionari a guidare nuovi comportamenti in azienda ho scelto di concentrarmi sulla cultura prima ancora che sui modi di agire. Può sembrare una scelta bizzarra, tuttavia è giustificata dal fatto di voler mantenere il focus su ciò che è all’origine delle azioni delle persone. Lavorare unicamente sui comportamenti avrebbe potuto far credere che questi siano guidati al massimo dalle abitudini, perdendo di vista tutto il mondo che invece ci sta dietro.
Ma perché la cultura è così importante quando si parla di comportamenti?
I comportamenti sono la traduzione della cultura nella pratica. Sono l’immagine che un concetto astratto come quello di “cultura” ha ai nostri occhi: i comportamenti ci permettono di scorgere quello che altrimenti non potremmo visualizzare.
La cultura rappresenta ciò che la gente pensa e fa in modo automatico e spontaneo.
Se vuoi ottenere che le persone si comportino in modo diverso da come fanno attualmente è fondamentale lavorare prima sulla cultura perché è quella che indirizza le loro azioni.
La cultura disegna l’identità di una persona, definisce il suo modo di essere; e la sua identità traccia il modo in cui una persona si comporta.
La cultura come mappa di orientamento
Il terzo step del metodo VALORE® prevede la definizione di linee-guida. Quali tipologie di comportamenti sono in linea con la visione del cambiamento che auspichiamo? È qui che si trova la cultura.
Le linee-guida non devono descrivere comportamenti specifici esatti. Immagina la cultura come una mappa di orientamento delle azioni che indica quali comportamenti generali rientrano nel sentiero verso la realizzazione della visione. Starà poi alla persona declinare le linee-guida in un comportamento specifico che proceda sulla strada tracciata.
Ad esempio: data la linea-guida di “essere inclusivi nei confronti degli altri”, i comportamenti specifici che la seguono potrebbero essere dimostrare interesse verso le tradizioni di colleghi provenienti da altri paesi, così come aiutare attivamente un collaboratore di madrelingua straniera ad inserirsi nel team.
Ogni persona conserva delle caratteristiche distintive che la porteranno ad agire in modo differente, ma se è condivisa la cultura agirà comunque in allineamento a dei valori altrettanto condivisi.
Senza la cultura a fare da linea-guida e da mappa di orientamento dei comportamenti, le persone si muoverebbero nel mondo solo sulla base di istinti primordiali. Le azioni spontanee di cui ho parlato sopra sono azioni che si mettono in atto automaticamente non perché istintive ma perché condizionate da un modo di pensare che è diventato parte di noi: la nostra cultura, appunto.
La cultura e i comportamenti che la esprimono hanno bisogno di tempo e di azioni specifiche per essere veramente consolidati. Ecco perché il metodo VALORE® non si ferma al terzo step, ovvero quello delle linee-guida, ma prevede attività successive.
In sintesi:
I comportamenti sono la traduzione della cultura nella pratica.
Senza la cultura a fare da linea-guida e da mappa di orientamento dei comportamenti, le persone agirebbero solo sulla base di istinti primordiali.
Sono le persone, con le loro caratteristiche distintive, a trasformare una linea-guida generale in un comportamento specifico che ne onori i valori.
| Nel libro “Guidare un cambiamento di VALORE® in azienda: la skill dei manager visionari” illustro il mio metodo per allineare i team ad una cultura condivisa, orientando il loro modo di agire. |