Credo che tutti coloro che vogliono influenzare positivamente un gruppo in modo etico e responsabile dovrebbero poter apprendere come farlo; e vedersi riconosciuto il merito di ciò che realizzano.
È per fare ciò che ho scelto di aiutare i manager visionari a lasciare la loro impronta indelebile nel team, guidando cambiamenti di mentalità e abitudini, e a generare un'impronta visibile ed evidente nel loro sistema professionale, guadagnando prestigio.
Il metodo VALORE® che ho elaborato è l'unico che integra Leadership del Cambiamento e Personal Branding Valoriale, per ottenere il massimo da entrambi. Il marchio VALORE® è registrato.

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Home / Riflessioni  / Essere popolari o essere giusti?

Fare la cosa giusta ed essere popolari sono due concetti che non coesistono quasi mai.

Esistono numerosi modi per guidare qualcuno a prescindere che si parli di leadership lavorativa o politica o ancora di educazione dei figli. Nessuno ha detto che sarebbe stato facile, nessuno ha detto che sarebbe stato apprezzato… non subito almeno e non da tutti.

Sono mamma da quasi sei anni e ho imparato in fretta che diventare genitore significa accettare di non piacere sempre. Perché certo, è vero, per tuo figlio sei la persona più preziosa del mondo, la sua stella polare, il centro del suo mondo… ma tutto ciò termina appena dalle tue labbra esce la parola “no”.

Se quello del genitore è un mestiere, i figli piccoli sono i peggiori datori di lavoro al mondo. Anche i più amati, mannaggia cucciolosa… ma comunque i peggiori.

Un figlio piccolo premierà il tuo impegno con i sorrisi più smaglianti, ma azzardati a contrariarlo e ti vomiterà addosso tutta la sua rabbia (a volte letteralmente). Un figlio piccolo ha una sua precisa vision sul futuro (sul prossimo futuro) e non ti inviterà ad un brain storming per definirla. Ferie e permessi? Non sono concessi e se te li prendi lo stesso il richiamo disciplinare è dietro l’angolo.

L’alternativa? Dargliele tutte vinte e lasciare che sia la scuola della vita ad impartire le sue lezioni. Il risultato però non è garantito (e raramente è buono).

Mia figlia è molto testarda e lo era ancora di più fino a un paio di anni fa. Nei momenti di conflitto, io e mio marito ci siamo sempre impegnati ad accompagnarla verso la nostra decisione invece di imporgliela. Qualche volta funziona, qualche volta no. Qualche volta, sono sincera, cediamo noi. Mai sulle questioni fondamentali. Ci sono sempre dei punti fermi, dei pilastri che devono rimanere stabili. Il bene di coloro che stiamo guidando si basa sulla loro solidità.

Dobbiamo vincere la paura di non piacere. Chi voleva un ruolo popolare, non doveva sceglierne uno che prevedesse di guidare gli altri. Avere a cuore il benessere di qualcuno significa saper vedere oltre il dissenso. Significa volerlo con una tale convinzione da battersi per quel risultato perché sappiamo che quel risultato è l’unico che possiamo accettare.

Non è popolare. È giusto.

Ideatrice del metodo VALORE® e autrice del libro “Guidare un cambiamento di VALORE® in azienda”