Credo che tutti coloro che vogliono influenzare positivamente un gruppo in modo etico e responsabile dovrebbero poter apprendere come farlo; e vedersi riconosciuto il merito di ciò che realizzano.
È per fare ciò che ho scelto di aiutare i manager visionari a lasciare la loro impronta indelebile nel team, guidando cambiamenti di mentalità e abitudini, e a generare un'impronta visibile ed evidente nel loro sistema professionale, guadagnando prestigio.
Il metodo VALORE® che ho elaborato è l'unico che integra Leadership del Cambiamento e Personal Branding Valoriale, per ottenere il massimo da entrambi. Il marchio VALORE® è registrato.

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Home / Leadership del cambiamento  / Gli 8 principali ostacoli in un percorso di cambiamento culturale

  A quali “scivoloni” si rischia più facilmente di andare incontro.
  Ad ogni malattia la sua cura: buone prassi da seguire.
  L’elemento che ci frega (quasi) sempre.

È vero, quando si inizia qualcosa di nuovo è importante mantenere alto l’entusiasmo… e pensare a tutto ciò che può andare storto non sembra il massimo per farlo. Ma guardala da questo punto di vista: essere preparati agli scenari che si possono incontrare permette di mantenersi entusiasti proprio perché non si sta procedendo alla cieca e si possono prevenire i tranelli.

Di seguito ho raccolto un elenco degli 8 principali ostacoli ai percorsi di cambiamento culturale sulla base di quello che ho potuto osservare nel tempo (non sono in ordine di importanza):

1. Illusione di non incontrare resistenze

Cambiare è faticoso e nessuno vuole fare fatica, soprattutto se è per fare qualcosa che non ha deciso spontaneamente. Ogni cambiamento incontra delle resistenze. Puoi venirmi a dire che la tua comunità è la più lungimirante del mondo, che siete tutti perfettamente allineati sugli stessi valori, che siete collaborativi e propositivi… Fidati: delle resistenze ci saranno. Vanno individuate e gestite, non ignorate. E sicuramente non vanno per nessun motivo generate. Può sembrare scontato: chi vorrebbe generare delle resistenze al percorso che vuole promuovere? Nessuno infatti. Ma con la mossa sbagliata si possono generare eccome e spesso sono le più difficili dopo da appianare.

Qual è invece la mossa giusta? Lavorare sull’esempio (il proprio), la motivazione (del gruppo) e la comunicazione (questo lo vediamo più avanti).

2. Noncuranza dell’attuale cultura della comunità da coinvolgere

È una cultura aperta, flessibile, collaborativa? È disposta a lasciarsi guidare verso nuovi orizzonti? È disposta a lasciare che quella guida venga, ad esempio, da un consulente esterno? Il cambiamento che si vuole apportare quanto si discosta dai valori correnti? E quanto allontana le persone dalle loro abitudini attuali?

3. Sottostima di tempistiche e complessità

Ogni cambiamento richiede tempo e una serie di passaggi. 

Per tirare su da zero una casa servono mesi di lavoro. Se hai un buon team che ci lavora, ci può volere qualche settimana in meno… ma di sicuro non avrai la casa nuova pronta nel giro di tre o quattro settimane. 

Valuta i tempi con cognizione di causa: verrà fuori una casa bellissima e confortevole!

4. Mancanza di coinvolgimento e impegno da parte delle figure con potere decisionale

Puoi aver motivato a mille tutti i membri della comunità, ma presto o tardi (e in genere è presto) si dovranno prendere delle decisioni che traducano in pratica la nuova cultura. Se le persone che possono concretamente prendere quelle decisioni non hanno aderito al processo, si va poco lontano. Anzi, si va indietro: si ottengono sfiducia, demotivazione e senso di essere presi in giro. Non basta quindi fare qualche riunione all’inizio per stabilire il “SÌ” al percorso, occorre che quel “SÌ” venga convertito in coinvolgimento diretto. È importante quindi chiedersi fin da subito se si è in grado di farlo.

5. Mancanze di risorse

Non si fanno le nozze coi fichi secchi, dice un proverbio.
Per “risorse” intendo tutto quello che serve: soldi, tempo, persone che ci stiano dietro, …

6. Mancanza di trasparenza o chiarezza di informazioni

Questo non è mai un bene e di sicuro non è un bene quando si intendono allineare tante persone ad un’unica visione condivisa.

7. Demotivazione di fronte agli insuccessi

Così come è inevitabile che ci siano resistenze, è inevitabile che lungo il percorso qualcosa vada diversamente da come avevamo sperato. Questo spesso succede nel momento in cui è terminato lo slancio iniziale e si avverte la fatica di mantenere la rotta. Un aiuto in questi casi consiste nel riportare alla mente i successi raggiunti fino a quel giorno, le conquiste effettuate e il motivo che ci aveva spinto a intraprendere il viaggio. Non può piovere per sempre. E, in ogni caso, è nostro dovere costruirci gli “ombrelli” per andare avanti lo stesso.

8. Mancanza di azioni di consolidamento

Questo punto va a braccetto col precedente. Se non aggiungiamo nuova legna sul fuoco, il fuoco alla fine si spegne. 

 

A questi elementi se ne aggiunge un altro che in realtà fa parte del punto 5 ma merita un approfondimento in più: la risorsa tempo. Viviamo nell’epoca dei fast food, del compro-stasera-ricevo-domattina (o in qualche caso addirittura del compro-oggi-ricevo-oggi), del “lo voglio per ieri”. Siamo tutti a correre. Ma il diktat del “tutto e subito” non si applica ai percorsi di cambiamento culturale. Ci sono attività che possono dare risultati immediati o comunque nel breve periodo, ma per una vera diffusione e un solido consolidamento serve tempo. Il tempo va “stanziato” nel progetto proprio come si stanzia il budget economico. Tralasciare questo aspetto è come aver prenotato la casa al mare, pagato la caparra, fissato la gita in barca, preparato la valigia… ma esserti dimenticato di prendere i giorni di ferie per partire davvero…

Quello del tempo non è l’elemento più importante, ma è il più subdolo. Tutti gli elementi di cui abbiamo parlato sono di rilievo, ma il tempo è quello che più spesso ci dimentichiamo di inserire nell’equazione.

 

Conclusioni

Sono molti i possibili ostacoli ad un percorso di cambiamento culturale. L’elenco potrebbe proseguire, ma questi sono i punti a mio avviso più comuni. Tutto ciò però non deve scoraggiarci dall’avviarne uno. Le opportunità sono sempre enormemente maggiori rispetto ai contrattempi che si possono incontrare e per ognuno di essi esiste la soluzione.

Ti sei mai confrontato con uno o più di questi ostacoli?

 

In sintesi:

  Ogni cambiamento incontra degli ostacoli, ma per ogni ostacolo esistono una o più soluzioni.

  Buone prassi: dare il buon esempio; motivare il gruppo; comunicare in modo chiaro, trasparente e costante; fare una progettazione sfidante ma realistica; prevedere step successivi.

  Il tempo è una risorsa da prevedere nel progetto al pari dei soldi e senza il quale il progetto non si potrà realizzare (proprio come non si potrebbe realizzare senza un investimento economico a sostenerlo).

 

Nel libro “Guidare un cambiamento di VALORE® in azienda: la skill dei manager visionari” illustro il mio metodo per allineare i team ad una cultura condivisa, orientando il loro modo di agire.

Ideatrice del metodo VALORE® e autrice del libro “Guidare un cambiamento di VALORE® in azienda”