Perché avviare un percorso di cambiamento culturale: quando una motivazione è valida
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La confusione comune fra causa e conseguenza quando si parla di motivi per avviare un cambiamento culturale. |
Per quale ragione dare vita ad un percorso di cambiamento culturale?
Verrebbe da rispondere con qualcosa che ruota intorno al concetto di etica. E così dovrebbe essere ma togliamoci subito l’illusione: nella realtà l’etica non è quasi mai il motivo scatenante.
L’elenco delle principali motivazioni, in ordine sparso, comprende:
- aumentare il profitto
- farsi belli (perché oggi avviare percorsi di questo tipo è trendy)
- aumentare la soddisfazione e quindi l’attaccamento dei lavoratori all’azienda (o dei cittadini al proprio Comune/territorio)… spesso è un mezzo per raggiungere uno dei primi due punti o entrambi
Intendiamoci: non è che voler aumentare il profitto sia da persone brutte e cattive se nel rispetto degli altri, anzi è del tutto legittimo e va anche nell’interesse del gruppo.
Il fatto è che in realtà nessuno dei punti sopra citati rappresenta un “perché” valido in questo ambito. Semmai si tratta di conseguenze che si possono registrare (e in genere si registrano).
Faccio un esempio
1
Ho un alberello di pesche e decido di farlo diventare più rigoglioso.
Posso volerlo per:
- avere più pesche da vendere —> motivo economico
- vantarmi con il vicino —> migliorare la mia immagine e reputazione
- fare in modo che chi vive con me trovi ancora più piacevole il giardino —> attaccamento degli altri alla mia realtà
Di conseguenza cambierò alcune azioni che compio. Potrei comprare un terriccio differente oppure ripararlo dal sole nelle ore più calde.
Ma non sto operando un cambiamento culturale.
Ho uno scopo pratico e mi sto attivando con una sequenza di azioni pratiche per raggiungerlo. Se un domani dovessi ritenere di aver soddisfatto il mio obiettivo, non avrei motivo di proseguire.
2
Se invece ho un alberello di pesche, decido di farlo diventare più rigoglioso e lo voglio perché sento che è la cosa più giusta da fare per un motivo che non ha nulla a che vedere con gli interessi di cui sopra, allora probabilmente comprerò comunque un terriccio differente e lo riparerò dal sole nelle ore più calde, ma lo farò perché ho cambiato il mio intero atteggiamento nei confronti del tenere una piantina (in generale).
Anche se venderò più pesche, riceverò complimenti dal vicino e tutti i miei parenti fino al 4° grado vorranno stare nel mio giardino per ammirare i fiori di pesco in primavera e per assaporarne i frutti in estate, difficilmente arriverò ad un punto in cui smetterò di occuparmene perché quelle saranno conseguenze gradite, NON la ragione per cui lo faccio.
È il raggiungimento di un nuovo punto di vista il motivo per avviare un percorso di cambiamento culturale, diffondendo quell’atteggiamento al resto del gruppo. Diversamente sarebbe una semplice operazione di change management sulle procedure.
Come capire se stai avviando un percorso di cambiamento culturale per i giusti motivi
Tanto per cominciare hai dei “giusti” motivi se:
- sei disposto a metterti in gioco in prima persona
- la tua motivazione è indipendente dal contesto (soldi, opinione degli altri, …)
Avere la giusta motivazione è fondamentale non solo per orientare al meglio l’intero percorso, ma anche perché quella ragione dovrà essere comunicata in modo chiaro, esaustivo e coinvolgente a tutte le persone che si vogliono far aderire al cambiamento.
In sintesi:
L’aumento di profitto o di apprezzamento sono probabili conseguenze di un percorso di culture change management, non il “perché” che lo genera.
Ho una motivazione valida per avviare un cambiamento culturale se i successi concreti che ottengo lungo il cammino fanno da propulsori a proseguire e non da traguardi a cui fermarsi.
Una valida motivazione riguarda un modo di vedere le cose indipendente da variazioni nel contesto. È un punto di vista fermo su ciò che è più giusto fare per il bene del gruppo.
Se sei la persona che promuove l’avvio di un percorso di culture change management, metterti in gioco in prima persona non è facoltativo e le tue motivazioni devono essere comunicate e mostrate.
| Nel libro “Guidare un cambiamento di VALORE® in azienda: la skill dei manager visionari” illustro il mio metodo per allineare i team ad una cultura condivisa, orientando il loro modo di agire. |