Perché il tuo team non ti segue (anche se fai tutto)
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Il vero problema per cui il tuo team non ti segue. |
Vuoi la versione audio di questo articolo? Vai alla puntata n° 40 del mio podcast “Manager di VALORE: strumenti per manager che vogliono fare la differenza”.
Il vero problema
Immagina di stare lavorando per rendere il tuo team più allineato e di incontrare un certo numero di difficoltà. Allora decidi di organizzare più team building, ti affidi a dei consulenti esterni, organizzi incontri periodici con il team, chiedi che vengano programmate più formazioni interne. Il risultato? Qualcosa si muove, sì, ma non come speravi. E, soprattutto, non in proporzione all’energia, al tempo e anche ai budget, pure se sono aziendali, che hai messo sul piatto. Così, comprensibilmente, la sensazione è sempre la stessa: fare, fare, fare… e poi ritrovarsi a mani vuote.
A quel punto scattano mille dubbi: forse non faccio abbastanza, forse non sono all’altezza, forse non do abbastanza il buon esempio, forse non capisco le persone, forse non ascolto abbastanza. E può darsi che ci siano cose che potresti fare meglio: può darsi che, lavorando un po’ di più su te stesso o esercitando maggiormente l’ascolto attivo, il tuo team cominci a reagire in modo più positivo.
Ma il problema reale non è la quantità di attività che metti in campo. Non sono nemmeno le tue competenze. E non è neanche il budget che stai investendo. Questi elementi contribuiscono al risultato, certo, ma sono solo una parte del quadro. Perché c’è una differenza enorme tra avviare alcune iniziative spot – anche tante iniziative spot – e avere un quadro completo.
Spingere gli altri a seguirti davvero non è la somma di tutte le azioni che compi. Dare il buon esempio è importante. Lavorare sulla fiducia è importante. Ma ricordati sempre una cosa: prima di decidere se seguire o meno qualcuno, le persone valutano quel qualcuno. È per questo che dico che la fiducia è importante, ma non basta.
Pensa alla tua vita: ti fidi di diverse persone, ma non seguiresti tutte queste persone in un cambiamento. Quindi devi dare alle persone un motivo per pensare: “Se sei proprio tu alla guida, allora vale la pena seguirti”.
Dare alle persone un motivo per seguirti
Come si fa?
- Per cominciare: è importante dimostrare che il tuo impegno verso il team non sia vincolato al minimo sindacale. Non è detto che le persone si impegnino per chi fa qualcosa per loro, ma è di sicuro molto difficile che si impegnino per chi non fa nulla per loro.
- Un altro punto fondamentale è dimostrare di avere un progetto. È ovvio: le persone non seguiranno mai un condottiero che procede a casaccio.
- E, oltre a far vedere che hai un progetto, devi anche mostrare di essere in grado di gestirlo.
È proprio per questo che ho creato il metodo VALORE® e ho scritto il libro “Guidare un cambiamento di VALORE® in azienda: la skill dei manager visionari”.
Il 4° elemento: il fattore umano
Tuttavia c’è un elemento ulteriore: devi mostrare il tuo fattore umano. È così che mi piace chiamarlo. Il fattore umano risponde a questa domanda: “qual è la tua caratteristica trainante e distintiva?”.
In altre parole: “Che cosa c’è di naturale e spontaneo in te – quindi non costruito – che può convincere le persone del tuo team a seguirti?”
Ci sono alcuni quesiti che puoi porti per individuarlo:
- Quando ti senti davvero in sintonia con ciò che fai?
Il fattore umano non deve essere una cosa forzata. Deve essere qualcosa che ti fa stare bene, che ti viene facile, spontaneo, perché è una caratteristica che ti appartiene profondamente. - Quali attività ti caricano di energia?
- Quali di queste poggiano su una tua caratteristica che è importante per te, ma anche per gli altri?
Avere un team collaborativo e più allineato è il desiderio di tantissimi manager. E, giustamente, per raggiungerlo, molti attingono a tutto quello che hanno imparato dai vari corsi sulle soft skill. Il punto è che non sempre queste competenze sono sufficienti, perché manca una struttura che le tenga insieme.
Quella struttura è ciò che io chiamo Leadership del Cambiamento e che si sviluppa nei 6 step del metodo VALORE® che ho ideato.
Quando cominci a seguire una struttura chiara, smetti di rincorrere i tuoi colleghi e inizi ad attrarre con più facilità la loro collaborazione. Ogni azione diventa un tassello che costruisce allineamento. E ogni team building, ogni attività formativa, ogni meeting interno rende di più, perché ogni sforzo si moltiplica invece di disperdersi.
È così che puoi dare finalmente una svolta, e costruire un team che vada d’accordo… non su tutto, quello sarebbe un’utopia! Le persone sono diverse e ci saranno sempre punti non comuni. Ma se vuoi costruire un team che sia allineato su ciò che conta davvero, su quei valori che definiscono la vostra squadra, allora continua a seguire questo blog e immergiti nelle pagine del mio libro.
In sintesi:
Fare di più non basta: attività come team building, formazione e incontri servono, ma senza una visione strutturata e coerente restano iniziative isolate che non generano vero allineamento nel team.
Conta chi sei, non solo cosa fai: le persone decidono se seguirti valutando la tua autenticità, il tuo progetto e il tuo “fattore umano” — la caratteristica distintiva e spontanea che ispira fiducia e adesione.
Serve una struttura di guida: la Leadership del Cambiamento e il metodo VALORE® offrono un quadro chiaro per trasformare ogni azione in un tassello coerente, capace di costruire collaborazione e allineamento duraturi nel team. Seguimi su Instagram per consigli e strumenti, oppure leggi il mio libro “Guidare un cambiamento di VALORE in azienda: la skill dei manager visionari”.
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