Senso di appartenenza in azienda: identità, valori e riconoscimento
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Sentirsi “parte di” o “sentire di assomigliare a”: in cosa si legano questi due concetti e in cosa differiscono quando si tratta di appartenenza. |
Vuoi la versione audio di questo articolo? Vai alla puntata n° 28 del mio podcast “Manager di VALORE: strumenti per manager che vogliono fare la differenza”.
Cos’è che ci fa sentire parte di qualcosa?
Perché in certe aziende ci sentiamo a casa… e in altre, invece, come ospiti (forse nemmeno così graditi)?
L’appartenenza è una delle parole più usate — e più abusate — nel linguaggio organizzativo. La vogliono tutti: i manager, i recruiter, i team leader. E giustamente: perché sappiamo quanto faccia la differenza sentirsi “parte di”, piuttosto che solo presenti.
Ma cosa genera, davvero, appartenenza? E soprattutto: è qualcosa che si può progettare? O accade e basta?
L’appartenenza non nasce per adesione formale. Nasce quando ci identifichiamo. E non ci identifichiamo con chiunque: ci identifichiamo con chi ci somiglia in qualcosa che per noi conta davvero.
Funziona così anche fuori dal lavoro, se ci pensi.
Puoi avere mille conoscenti, ma ti senti vicino a chi ha il tuo stesso modo di vedere il mondo. A chi condivide con te certe idee, certi valori, certi principi.
Nel contesto aziendale, è uguale: non ci si identifica con l’azienda solo perché si lavora lì. Accade quando, guardando un collega, un progetto, o anche solo una decisione presa, pensiamo:
“Ecco, io avrei fatto lo stesso. Questo mi rappresenta. Questo parla anche di me.”
È un riconoscimento profondo. Un momento silenzioso, ma fondamentale.
Dal riconoscersi all’identità di gruppo
Attenzione, però: come abbiamo detto, non basta avere qualcosa in comune.
Funziona solo se ciò che condividiamo è qualcosa di rilevante, per tutte le parti coinvolte.
Per esempio: io e te possiamo avere lo stesso senso dell’umorismo. Ci fa piacere, certo. Ma questo non basta a creare un’identità comune.
Se invece io e te crediamo entrambi che l’uguaglianza venga prima di ogni obiettivo, che la trasparenza sia una scelta, o che migliorarsi sia un dovere… allora lì nasce una base identitaria. Lì possiamo cominciare a sentirci parte di qualcosa insieme.
Ecco perché non si può costruire appartenenza solo con gadget o slogan motivazionali.
È quando più persone si rispecchiano nello stesso tipo di convinzioni profonde che nasce l’identità di gruppo.
È quel momento in cui ti guardi intorno e pensi: “Non solo mi trovo bene qui. Io qui mi riconosco.”
Ti faccio un esempio.
Immagina un team in cui tutti credono davvero — non a parole, ma nei fatti — che la qualità del lavoro nasca dall’ascolto reciproco.
Non è solo una policy aziendale. È qualcosa in cui credono, che li guida.
Quando arriva un problema, si vede: ognuno reagisce con la stessa logica, lo stesso valore di riferimento.
In quei casi, non serve nemmeno dirsi troppe cose. Ci si capisce.
È questo che distingue un gruppo che funziona da un gruppo che si tiene insieme solo per necessità: una base di credenze condivise.
Appartenenza e credenze identitarie collettive
E arriviamo al punto.
L’appartenenza si genera quando si affermano delle credenze identitarie collettive.
Cosa significa?
Significa che tu e i tuoi colleghi condividete, in modo autentico, lo stesso tipo di credenze su ciò che vi definisce e rappresenta.
Non vuol dire pensarla allo stesso modo su tutto. Ma significa riconoscere, insieme, cosa vi unisce come gruppo.
Sono quelle convinzioni profonde che diventano il vostro specchio comune. Quel “modo di essere” che non è scritto nei processi, ma si legge tra le righe di ogni decisione, di ogni comportamento, di ogni scelta.
Cambia domanda da porti
Se vuoi generare appartenenza nel tuo team, non partire dalla domanda “Come faccio a far sentire le persone parte di questo gruppo?”.
Parti ancora più a monte da un’altra domanda:
“Quali sono oggi le credenze che ci uniscono davvero?”,
oppure:
“In cosa ci riconosciamo, quando ci guardiamo l’un l’altro?”
È lì che si costruiscono l’identità e l’appartenenza.
Ed è su questo principio che ho costruito, insieme ad una società che si occupa di metodologia Lean e Six Sigma, il workshop Lean Beliefs: uno strumento per aiutare i team e le organizzazioni a riconoscere, rafforzare e allineare quelle credenze che fanno crescere il gruppo, lasciandosi alle spalle quelle che lo frenano.
Se questo articolo ti ha smosso delle riflessioni e vuoi portare il workshop nella tua azienda, scopri i dettagli su allegraguardi.it/lean-beliefs.
In sintesi:
L’appartenenza nasce quando notiamo una somiglianza fra noi e altre persone riguardo a qualcosa che conta davvero per tutte le parti coinvolte. È quando più individui si rispecchiano nello stesso tipo di convinzioni profonde che nasce l’identità di gruppo.
Per dirlo in altre parole: l’appartenenza in azienda si genera quando si affermano delle credenze identitarie collettive, ovvero quando tu e i tuoi colleghi condividete, in modo autentico, lo stesso tipo di convinzioni profonde su ciò che vi definisce e rappresenta.
Se vuoi generare senso di appartenenza nel tuo team, chiediti quali sono ad oggi le credenze che vi uniscono davvero e, se non ve ne sono, lavora per costruirle. Uno modo per farlo è coinvolgere i tuoi colleghi nel workshop Lean Beliefs, che applica la metodologia Lean al mondo delle credenze.
| Nel libro “Guidare un cambiamento di VALORE® in azienda: la skill dei manager visionari” illustro il mio metodo per allineare i team ad una cultura condivisa, orientando il loro modo di agire. |