Vai al succo
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La differenza fra “essere in grado di fare una cosa” e “saperla fare per davvero” conoscendone i meccanismi di fondo. |
Nella comunicazione solo una cosa è semplice: il fatto di non essere semplice.
La comunicazione è un po’ come guidare un’automobile. Buona parte della popolazione maggiorenne guida la macchina – chi meglio, chi peggio – ma solo pochi sanno veramente che meccanismi ci sono dietro al suo funzionamento.
Anzi, a dirla tutta per lo meno per guidare un’auto serve la patente e per avere la patente servono studio, pratica e un esame. Nella comunicazione la maggior parte di noi è autodidatta. E così, per dirla in poche parole (non mie):
Le persone ascoltano la metà, capiscono un quarto e raccontano il doppio.
Ora, finché si tratta di messaggi tra fidanzati, conversazioni fra amici o cene in famiglia, una bassa competenza comunicativa può portare al massimo a qualche litigio. Ma se caliamo questa sfida in un ambito delicato come quello dei cambiamenti culturali, si rischiano arrosti ben più importanti.
Per chi gestisce un percorso di cambiamento culturale conoscere le motivazioni che lo hanno avviato è importante, tradurle in cultura è essenziale, imparare a comunicarle efficacemente è quello che rende efficace tutto il resto.
Gli elementi S.U.C.C.O.
Se l’argomento “comunicazione” non ci è proprio famigliare, cominciamo dalle basi andando al succo… o meglio al S.U.C.C.O., secondo l’acronimo che ho inventato.
I 5 aggettivi che la tua comunicazione “starter pack” deve soddisfare sono:
- semplice
- utile
- chiara
- corretta
- orecchiabile
Semplice
Less is more. Meglio poche frasi di impatto, parole comuni, un linguaggio che arrivi con facilità a tutti. Quando abbiamo davvero chiaro dentro di noi il messaggio che vogliamo trasmettere non servono lunghe spiegazioni che, anzi, rischierebbero di annacquarlo.
Utile
Nessuno si interessa ai discorsi vuoti e fini a se stessi e men che meno vi si appassiona. Se chiediamo alle persone di seguirci in un cambiamento, dobbiamo fornire argomentazioni utili a compiere la scelta di appoggiarci. Tornando al nostro arrosto, evitiamo il “tanto fumo e niente arrosto”.
Chiara
Si capisce dove vogliamo andare a parare?
Corretta
Quello che diciamo deve essere veritiero e, possibilmente, verificabile. “Corretta” in questo caso significa anche, per estensione, “coerente”. Con cosa? Con quello che facciamo, ovviamente.
Orecchiabile
L’occhio vuole la sua parte, ma anche l’orecchio non scherza. A meno che non sia il lessico abituale della comunità a cui ci stiamo rivolgendo, evitiamo di parlare come avvocati in un’aula giudiziaria, di pronunciare una parola inglese ogni due e di essere esageratamente tecnici.
Conclusioni
La comunicazione è uno degli aspetti più trascurati nei percorsi di cambiamento culturale. Ci si concentra sulla parte operativa e si dimentica che la comunicazione fa parte integrante del processo. È il motore di avvio, il collante fra le varie fasi, la scintilla che mantiene viva la motivazione… Curarne almeno gli elementi S.U.C.C.O. è una piccola attenzione che può dare grandi risultati.
Puoi salvarti la scheda grafica riassuntiva degli elementi S.U.C.C.O. andando nella sezione RISORSE di questo sito.
In sintesi:
Nella comunicazione la maggior parte di noi è autodidatta.
Una buona comunicazione è essenziale per l’efficacia dei percorsi di cambiamento culturale.
Chi si occupa di culture change management deve tenere conto almeno di 5 elementi di comunicazione, espressi dall’acronimo S.U.C.C.O.
| Nel libro “Guidare un cambiamento di VALORE® in azienda: la skill dei manager visionari” illustro il mio metodo per allineare i team ad una cultura condivisa, orientando il loro modo di agire. |