Metodo VALORE® e l’inganno del binomio causa-effetto
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Quando il binomio causa-effetto è fuorviante. |
Quando in azienda ci troviamo davanti a un problema – turnover elevato, conflitti interni, mancanza di motivazione, infortuni – tendiamo istintivamente a cercare “la” causa. E appena la individuiamo, ci concentriamo su quella, convinti che risolvendola si sbloccherà tutto.
Ma la realtà aziendale è raramente così lineare. La maggior parte delle situazioni non dipende da un solo elemento, bensì da una combinazione di fattori che interagiscono tra loro. E questo vale anche per le soluzioni: non esiste l’ingrediente segreto, la risposta unica che sistema ogni cosa.
Ne parlo meglio nella 14° puntata del mio podcast “Manager di VALORE: strumenti per manager che vogliono fare la differenza“.
Non è un caso se io, quando ho elaborato il mio metodo per guidare cambiamenti valoriali nelle aziende, ho progettato un percorso a 6 step e non a uno soltanto. Inoltre, ogni passo del metodo VALORE® è pensato per agire su più fronti.
Metodo VALORE®: la molteplicità dei suoi 6 step
Ogni step del metodo VALORE® risponde a una domanda fondamentale e tiene conto della molteplice origine delle questioni che desideriamo migliorare.
V – Visione
Ogni cambiamento autentico nasce da una visione forte e ispirata.
Ma da dove nasce una visione?
Da una combinazione di elementi: i valori in cui crediamo, la nostra storia personale, le esperienze passate (anche negative), l’educazione ricevuta, l’ambiente culturale in cui siamo immersi.
Una visione può voler rinforzare l’esistente oppure romperlo e costruire qualcosa di totalmente nuovo.
È un insieme vivo, che evolve con noi – e che ha il potere di cambiare anche le credenze degli altri, quando è condivisa con forza e autenticità.
A – Alleati
La visione non basta da sola. Ha bisogno di essere accolta, portata avanti, diffusa.
Per questo servono alleati: persone che sposano il cambiamento, lo fanno proprio e lo aiutano a crescere.
Ma coinvolgere alleati richiede un impegno su più livelli. Giusto per dire i principali:
- Informazione, per far conoscere bene l’intento.
- Motivazione, per attivare.
- Coinvolgimento, superando le eventuali resistenze.
- Consolidamento, per non perdere chi si è attivato.
Anche qui, l’efficacia dipende da tanti fattori: dalla comunicazione all’autorevolezza, dalla fiducia al divertimento (sì, hai letto bene: al divertimento. Rendere l’impegno divertente funziona sicuramente meglio che associarlo a noia e fatica).
L – Linee-guida
Le intenzioni devono tradursi in comportamenti.
Le linee-guida servono a tradurre i valori in azioni quotidiane: definiscono ciò che è auspicabile, ciò che è atteso, ciò che non è più accettabile.
Ma anche le linee-guida non nascono da sole:
- Vanno co-create con le persone giuste.
- Richiedono una forma adeguata (manifesto, vademecum, toolkit…).
- Vanno rese chiare ma flessibili, non ingessate.
- Vanno diffuse, comprese, allenate.
Non è un documento da scrivere una volta e dimenticare: è un oggetto vivo, da far circolare e usare.
O – Opere
Nessun cambiamento è reale finché non si trasforma in azione.
Le opere sono i progetti concreti che danno corpo alla visione. Anche qui, non basta un’idea brillante. Serve un lavoro articolato:
- Definire i progetti coerenti con la visione.
- Scegliere le priorità iniziali.
- Formare i gruppi di lavoro giusti.
- Fare un piano d’azione con tempi e ruoli.
- Monitorare l’andamento e affrontare gli imprevisti.
- Celebrare i successi, anche quelli intermedi.
L’efficacia di ogni azione deriva dalla somma di molti elementi ben gestiti.
R – Risultati
I risultati sono il frutto visibile di tutto ciò che si è messo in moto.
Ogni risultato – piccolo o grande – deriva:
- dalla forza della visione che lo ha ispirato,
- dalla motivazione degli alleati,
- dalla chiarezza delle linee-guida,
- dalla qualità e dal coordinamento delle opere.
E vanno letti e raccontati in modo corretto, per rafforzare la fiducia e orientare i passi successivi.
E – Evoluzioni
Il cambiamento non si mantiene da solo. Per restare vivo, ha bisogno di rinnovarsi.
L’evoluzione non è un “di più”, è l’unico modo per non tornare indietro.
Anche le evoluzioni sono multiformi:
- nuovi stimoli e nuove sfide,
- momenti di rielaborazione,
- aggiornamenti delle linee-guida,
- creazione di nuove opere,
- inserimento di nuovi alleati.
Solo alimentando questi fattori il cambiamento diventa cultura stabile e generativa.
Conclusione
Pensare che ci sia una sola causa o una sola soluzione, è una forma mentis che spesso ci porta fuori strada.
Ogni situazione è fatta di connessioni, intrecci, leve che si influenzano a vicenda.
Ecco perché il metodo VALORE® non propone un’unica azione risolutiva, ma un percorso in sei fasi per tenere insieme complessità, concretezza e visione.
Un metodo per manager che vogliono davvero fare la differenza: non agitando un’immaginaria bacchetta magica, ma costruendo cambiamenti solidi, duraturi e condivisi.
Se ti riconosci in questo approccio e vuoi approfondire, trovi materiali gratuiti nella sezione “risorse” e puoi iscriverti al canale di approfondimento “VALORE AGGIUNTO”. E se sei un manager visionario pronto ad applicare davvero il metodo, l’Academy per farlo tuo parte il 5 giugno!
In sintesi:
Spesso una situazione non si risolve perché stiamo guardando solo una parte della questione. Invece i problemi aziendali (e non solo) risultano da una combinazione di più fattori.
Visione, alleati, linee-guida, opere, risultati ed evoluzioni del metodo VALORE® per guidare un cambiamento in azienda sono 6 step interconnessi, ciascuno generato e alimentato da molteplici elementi.
In Manager di VALORE Academy, l’academy per manager visionari che vogliono lasciare il segno, insegno come realizzare ogni fase del metodo VALORE® in tutte le sue sfaccettature.
| Nel libro “Guidare un cambiamento di VALORE® in azienda: la skill dei manager visionari” illustro il mio metodo per allineare i team ad una cultura condivisa, orientando il loro modo di agire. |