La risposta è dentro… le persone a cui ti rivolgi
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L’importanza di non confondere l’obiettivo ultimo con l’obiettivo esplicito di ogni singola azione. |
Focus sull’obiettivo sempre. È questo che insegnano i coach motivazionali.
Quando in un percorso di culture change management metti in atto delle azioni, l’obiettivo è coinvolgere nella visione, cioè alimentare i legami (le relazioni) che generano adesione e diffusione.
Tutte le tue attività devono perseguire questo scopo, ma attenzione: non importa che lo facciano esplicitamente. Non devi dire a tutti quelli che incontri: “questa è la visione che voglio realizzare e voglio che mi aiuti”. Anzi, potresti addirittura non nominare né la visione né le attività di diffusione. Il punto è, con quello che dici e fai, trasmettere la percezione che sei affidabile, che i pilastri in cui credi (i tuoi valori, i tuoi obiettivi per la community) hanno il loro perché, generare curiosità o interesse ad approfondire, mostrare che tu per primo ti impegni per la causa, che ci sono un progetto e scenari futuri.
Avere chiaro l’obiettivo (affermare la tua visione) non significa compiere solo azioni incentrate su quello. Le attività “propedeutiche” sono essenziali a loro volta.
Se gli alleati che già avevi coinvolto e quelli che vorresti raggiungere non ti seguono devi prendere atto che c’è qualcosa da rivedere. Chiediti perché il tuo modo di comunicare e procedere non è di appeal e come fare per renderlo tale.
E qui viene la precisazione chiave: renderlo di appeal per loro. Che tu sia convinto del valore di ciò che prospetti è chiaro. Se così non fosse, ci sarebbe un problema ben maggiore e molto più all’origine! Quello che ti deve interessare è convincere le persone a cui ti rivolgi.
In altre parole, fra tutte le motivazioni possibili e valide per aderire al tuo progetto di culture change management, occorre che trovi quelle che hanno più presa sui tuoi attuali e futuri alleati.
Cosa li spinge ad impegnarsi? Per cosa sono pronti a lottare? Cosa non sopportano più e vorrebbero cambiare? La tua visione contiene la risposta ad una o più di queste domande?
Se sei all’inizio di un nuovo progetto, può darsi che rispondere non ti risulti così semplice.
È normale.
Dovendo ragionare su uno scenario inesplorato, puoi solo fare ipotesi. Probabilmente anche le tue idee su come concretizzare la visione non sono del tutto limpide e cristalline. Senza contare che la questione del successo o meno dell’engagement ruota anche intorno agli strumenti tecnici: può darsi ad esempio che il contenuto della tua comunicazione sia corretto, ma la piattaforma usata per diffonderla sia difficile da usare.
La buona notizia è che col tempo l’esperienza insegna. O, almeno, insegna a chi sa mapparla e leggerla.
Che cosa intendo?
KPI, metriche delle piattaforme usate, percentuali di risposte ad un sondaggio o di adesioni alla community della tua visione a seguito di una specifica attività (ad esempio un evento).
Se all’inizio hai la scusa della mancanza di uno storico, andando avanti nel progetto avrai l’opportunità (e praticamente l’obbligo) di fare tesoro di tutti i feedback reali che ti arrivano. Se prima non eri sicuro di come rispondere alle domande che ho scritto, dopo quelle risposte emergeranno dalla mole di dati che avrai raccolto. Se in una fase di avvio poteva starci che il tuo modo di caldeggiare la visione fosse molto incentrato sul tuo punto di vista, raggiunte un po’ di tappe di avanzamento sarà fondamentale incentrare il focus sul modo di vedere del tuo pubblico.
Procedere a tentoni, soprattutto nel lungo periodo, non è mai una buona strategia.
In questo contesto è il caso di dirlo: la risposta non è dentro di te… è dentro le persone a cui ti rivolgi!
Leggi anche “Come rianimare alleati inattivi” e “Dimmi cosa vuoi e ti diro che KPI“.
In sintesi:
L’obiettivo di un percorso di culture change management è quello di coinvolgere quante più persone possibile nella visione (idealmente: tutta la comunità a cui ti rivolgi) affinché aderiscano alla tua community del cambiamento e ne diffondano i valori. Questo risultato si costruisce nel tempo attraverso numerose azioni, molte delle quali non hanno il fine immediato di fare ciò. Costruire interesse e fiducia, ad esempio, sono altrettanto importanti. Quel che conta è sapere dove si vuole arrivare alla fine.
Un errore comune è quello di scegliere come comunicare e che attività svolgere sulla base di quello che piace a noi e ci fa sentire coinvolti. Non è detto però che questo coincida con le leve motivazionali delle persone a cui ci rivolgiamo. Impegnarci a metterci nei loro panni e comprendere il loro punto di vista ci permette di “tarare” le nostre azioni in un modo che abbia più “presa”.
All’inizio di un nuovo percorso di culture change management si compiono molte scelte sulla base di ipotesi. Ponendosi precisi KPI, consultando le metriche delle piattaforme di comunicazione usate e consultando le risposte ai sondaggi, col tempo si potrà (e dovrà) prendere le decisioni sulla base dell’esperienza maturata. Sempre mantenendo l’occhio puntato sul punto di vista dei membri della nostra community.
| Nel libro “Guidare un cambiamento di VALORE® in azienda: la skill dei manager visionari” illustro il mio metodo per allineare i team ad una cultura condivisa, orientando il loro modo di agire. |